Donne di spalle in costume tradizionale arbëreshë a Civita, con corpetti ricamati d'oro, colletti di pizzo e gonne plissettate rosse e verdi, durante la festa delle Vallje
Costumi arbëreshë durante le Vallje di Civita (immagine ritagliata) — foto: Asia · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

A meno di mezz'ora dalla costa ionica, sui primi rilievi del Pollino, esiste un piccolo mondo in cui si parla un'altra lingua, si prega secondo un altro rito e, in primavera, si balla per ricordare un eroe di oltre cinque secoli fa. Sono i paesi arbëreshë, le comunità di origine albanese che da generazioni custodiscono la propria identità nel cuore della Calabria. Il momento in cui questa identità si mostra con più forza è la Pasqua, e in particolare il martedì che la segue, quando a Civita e Frascineto le strade si riempiono per le Vallje.

Chi sono gli arbëreshë

Le comunità arbëreshë discendono dagli albanesi che a partire dalla fine del Quattrocento si stabilirono nell'Italia meridionale, in parte come soldati al seguito delle vicende del Regno di Napoli, in parte come profughi in fuga dall'avanzata ottomana nei Balcani. Nel territorio del Parco Nazionale del Pollino ne sopravvivono diverse, che mantengono la lingua, l'arbërisht, e il rito greco-bizantino: le comunità calabresi di rito bizantino fanno capo all'Eparchia di Lungro.

Nei paesi lo noterete subito: cartelli stradali bilingui, chiese decorate da icone, una liturgia cantata che ricorda l'Oriente cristiano. Durante la Settimana Santa e la Pasqua queste tradizioni si manifestano in tutta la loro ricchezza, fra funzioni solenni, canti sacri e abiti tradizionali indossati con orgoglio.

Le Vallje, la danza della libertà

Le Vallje sono danze collettive in cui giovani e meno giovani in costume formano una lunga catena, tenendosi per mano o con un fazzoletto. Alla testa e in coda si collocano due o tre uomini che guidano il corteo per le vie del paese intonando in lingua albanese canti epici, rapsodie tradizionali e canti augurali. Non sono una variante della tarantella calabrese, ma una danza di origine albanese: il cerchio che si chiude ricorda, secondo la tradizione, la tattica di accerchiamento con cui Giorgio Castriota Scanderbeg, l'eroe nazionale albanese, sconfisse gli ottomani nel XV secolo.

Un tempo le Vallje si danzavano in quasi tutti i paesi arbëreshë nel pomeriggio di Pasqua e nei due giorni successivi. Oggi la tradizione è viva soprattutto a Civita e a Frascineto, e in parte anche a San Basile e Firmo. Il giorno principale è il martedì dopo Pasqua; nella frazione di Eianina, a Frascineto, le danze si svolgono invece la seconda domenica dopo Pasqua, legate alla festa della Madonna di Lassù.

Civita: il borgo delle Vallje

Civita, a circa 19-20 km in linea d'aria da SoleLuna Vistamare, è uno dei centri arbëreshë più antichi e fa parte dei Borghi più belli d'Italia. Il martedì dopo Pasqua le donne indossano costumi di seta ricamati con fili d'oro, e il pubblico non resta a guardare: chi vuole può unirsi alla catena e lasciarsi trascinare dal canto. È una festa di popolo, aperta e allegra, in cui i visitatori vengono accolti come ospiti.

Durante il resto dell'anno vale la pena visitare il Museo Etnico Arbëreshë, che espone oggetti della vita quotidiana, costumi e gioielli d'oro di gusto orientale, e passeggiare fra le cosiddette case Kodra, le "case parlanti" le cui facciate sembrano avere un volto. Da Civita partono anche i percorsi verso il Ponte del Diavolo e le Gole del Raganello, che raccontiamo nell'articolo dedicato al Pollino dal versante ionico.

Frascineto e gli altri paesi albanofoni

A Frascineto le Vallje del martedì di Pasqua hanno alcuni personaggi tutti propri. I Tintori, ad esempio, segnano con la fuliggine il viso di chi non parla l'arbërisht, invitando lo "straniero" a pronunciare una frase tipica nella lingua del paese: un gioco che strappa sempre un sorriso. La giornata si chiude tradizionalmente con una rappresentazione teatrale dedicata alla vita di Scanderbeg.

Più vicino alla costa, a circa 10 km in linea d'aria dalla casa, c'è Plataci, un altro centro di cultura arbëreshë nel Parco del Pollino che conserva lingua e rito greco-bizantino. Anche senza una festa in calendario, una visita a questi paesi è un piccolo viaggio in un'altra cultura, a pochi chilometri dal mare. Trovate altri spunti nella nostra pagina sul Parco Nazionale del Pollino.

Consigli pratici per assistere alle Vallje

  • Il martedì dopo Pasqua cambia data ogni anno: controllate il calendario e il programma sui canali ufficiali del Comune di Civita, del Comune di Frascineto e delle rispettive Pro Loco.
  • Nei giorni di festa i borghi si riempiono: partite presto e lasciate l'auto nelle aree indicate, proseguendo a piedi.
  • Portate una giacca: in primavera, in collina, il clima è più fresco che sulla costa.
  • Rispettate i momenti liturgici nelle chiese di rito bizantino, dove la liturgia ha tempi e gesti propri.

La primavera è anche la stagione ideale per esplorare l'entroterra a piedi: nell'articolo sull'Alto Ionio in primavera e autunno trovate altre idee.

In breve: le Vallje sono danze in costume della tradizione arbëreshë che ricordano le vittorie di Scanderbeg. Si svolgono soprattutto a Civita e Frascineto il martedì dopo Pasqua (a Eianina la seconda domenica dopo Pasqua). Civita dista circa 19-20 km da SoleLuna Vistamare: verificate sempre date e programmi con Comuni e Pro Loco.

La primavera arbëreshë a mezz'ora dal mare

Dalla terrazza di SoleLuna Vistamare all'atmosfera delle Vallje di Civita: in primavera mare e borghi del Pollino si scoprono nello stesso viaggio.