Visto dal basso, sembra quasi impossibile: un complesso di edifici in pietra aggrappato a una parete di roccia calcarea, fra boschi e strapiombi, a oltre mille metri di quota. È il Santuario di Santa Maria delle Armi, sopra Cerchiara di Calabria, uno dei luoghi di fede più amati della Sibaritide e una delle mete più suggestive dell'entroterra dell'Alto Ionio. Ogni anno, il 25 aprile, i fedeli salgono quassù per la festa della Madonna delle Armi; ma il santuario merita una visita in qualsiasi stagione, anche solo per il silenzio e il panorama.
Un santuario nella roccia del Monte Sellaro
Il santuario sorge sulle pendici del Monte Sellaro, a 1.015 metri sul livello del mare. Venne edificato nel XV secolo su una preesistente grotta basiliana, già documentata nel X secolo, in un luogo dove la presenza monastica di tradizione bizantina era antica. Il nome stesso conserva questa memoria: "delle Armi" deriverebbe dal greco ton armon, cioè "delle grotte".
Il complesso è formato da diversi corpi di fabbrica in pietra locale, in parte scavati nella roccia su cui si appoggiano. L'elemento più straordinario è la cappella della Madonna, ricavata direttamente nella roccia, a pianta circolare, con una volta naturale ad arco schiacciato e un rivestimento di marmi bianchi con intarsi policromi. All'ingresso, la porta lignea intagliata è opera di Silvestro Schifino da Morano Calabro.
La leggenda dei cacciatori e dell'immagine nella pietra
Come molti santuari del Sud, anche questo nasce da una leggenda. Si racconta che alcuni cacciatori, inseguendo una cerva nei boschi del Monte Sellaro, trovarono in una grotta delle icone lignee raffiguranti gli Evangelisti. Le icone vennero portate più volte in paese, ma ogni volta sparivano per ricomparire nel luogo del ritrovamento. La comunità decise allora di costruire una cappella proprio lì, nella grotta.
Durante i lavori, uno scalpellino, spezzando una pietra, vi avrebbe trovato all'interno altre immagini sacre di stile bizantino, fra cui una Madonna con il Bambino che è ancora oggi conservata ed è al centro della devozione: un'immagine che la tradizione considera non dipinta da mano umana e che è custodita in una preziosa teca d'argento.
Da ospizio dei poveri a luogo del cuore
Nel 1517 il vescovo di Cassano donò il complesso alla comunità di Cerchiara, che lo destinò all'accoglienza di orfani e indigenti: accanto alla chiesa sorgevano l'ospizio dei pellegrini e un edificio per gli orfani, e il santuario mantenne la funzione di Pia Casa di Carità fino alla seconda metà dell'Ottocento. Oggi è affidato alla Fondazione Santa Maria, i cui membri sono espressione del Comune, della Diocesi e della Regione, ed è stato più volte segnalato fra i "Luoghi del Cuore" del FAI.
La festa della Madonna delle Armi
Il santuario è da sempre meta di pellegrinaggi, e il momento più sentito è la festa religiosa del 25 aprile, quando numerosi fedeli salgono al Monte Sellaro, molti di loro a piedi. Le celebrazioni cominciano già la sera della vigilia con momenti di preghiera, il rosario e una fiaccolata; il giorno della festa si celebra la messa solenne, tradizionalmente presieduta dal vescovo della diocesi di Cassano all'Ionio, seguita dalla processione dedicata alla Madonna.
È una festa di fede e di popolo insieme: famiglie intere, pellegrini dei paesi della Sibaritide, visitatori curiosi che si mescolano sul piazzale del santuario. Il programma può variare di anno in anno: per orari e dettagli fate sempre riferimento alla diocesi di Cassano all'Ionio, al santuario e al Comune di Cerchiara di Calabria.
Come organizzare la visita da Trebisacce
Cerchiara di Calabria si trova a circa 13 km in linea d'aria da SoleLuna Vistamare, e il santuario sorge più in alto, sopra il paese: la strada sale con molti tornanti, quindi calcolate i tempi con calma. Il territorio di Cerchiara si apre sul Parco Nazionale del Pollino, e dal santuario parte un sentiero che in circa quattro ore raggiunge la vetta del Monte Sellaro (1.439 m), una delle cime più orientali del massiccio: è un'escursione impegnativa, da affrontare con guide del Parco o con adeguata esperienza.
- Abbinate la visita alla Grotta delle Ninfe, a circa 12 km dalla casa, celebre per le sue acque sulfuree.
- Fermatevi a Cerchiara, la "città del pane", dove si può visitare il Museo del pane; per le aperture consultate i canali ufficiali.
- In quota il clima è più fresco: anche in primavera portate un capo pesante.
Se amate questi itinerari, proseguite con il nostro articolo sul Pollino dal versante ionico e con i consigli per l'Alto Ionio in primavera e autunno.
Dalla roccia del Sellaro al mare dell'Alto Ionio
Una mattina in quota al santuario, un pomeriggio di relax sulla terrazza vista mare di SoleLuna Vistamare: la Sibaritide si vive così.