Dalla costa, salendo verso l'interno lungo la valle del Ferro, a un certo punto si vede comparire un castello massiccio, aggrappato a uno sperone di arenaria, con il paese stretto attorno come a cercare protezione. È Oriolo, a circa 22 km in linea d'aria da SoleLuna Vistamare: uno dei borghi più affascinanti dell'Alto Ionio cosentino, inserito nel circuito dei Borghi più belli d'Italia e insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, il riconoscimento riservato ai piccoli centri dell'entroterra che si distinguono per qualità dell'accoglienza e cura del patrimonio.
Un borgo nato per difendersi
La posizione di Oriolo, a circa 450 metri di quota sopra la valle del fiume Ferro, racconta già la sua storia: un luogo scelto per essere difficile da conquistare. Attorno alla metà dell'XI secolo Roberto il Guiscardo rafforzò numerosi castelli della zona, compreso quello di Oriolo. Nei secoli successivi il borgo passò sotto diverse famiglie feudali, fra cui i Della Marra, i Sanseverino e i Pignone del Carretto, che hanno lasciato il loro segno nei palazzi e nelle chiese del centro storico.
Il castello
Il castello, nella forma che vediamo oggi, risale al Quattrocento ed è l'unico elemento sopravvissuto delle antiche strutture difensive del paese. Il mastio quadrato e le torri cilindriche angolari sono di epoca aragonese e danno alla fortezza il suo profilo inconfondibile. Oggi gli spazi interni ospitano un museo con sale interattive e multimediali e una sala convegni. Una curiosità: all'interno una lapide ricorda una lettera di Garibaldi a Giuseppe Pignone del Carretto, originario di Oriolo e sindaco di Napoli nel 1860. Per giorni e orari di apertura, fate riferimento ai canali ufficiali del Comune di Oriolo.
La Chiesa Madre di San Giorgio e il centro storico
A poca distanza dal castello si trova la Chiesa Madre di San Giorgio, il santo patrono del paese. Qui sono custodite due reliquie molto care agli abitanti: una di San Giorgio e una di San Francesco di Paola, protettore di Oriolo. Il centro storico che si sviluppa attorno è fatto di vicoli stretti, scalinate, archi e facciate di palazzi nobiliari. Fra questi, Palazzo Giannettasio, residenza settecentesca, ospita il Museo della Civiltà Contadina, una raccolta di oggetti e attrezzi che racconta la vita quotidiana delle campagne dell'Alto Ionio. Merita una sosta anche la Chiesa di San Rocco.
Quando andare e come vivere la visita
Oriolo si visita bene in mezza giornata. Nei mesi estivi il pomeriggio inoltrato è il momento migliore: in quota l'aria è più fresca che sulla costa, e quando il sole cala il castello e le case prendono un colore caldo. In primavera e in autunno, invece, la visita si sposa bene con una passeggiata nei dintorni, fra uliveti e colline. Lasciate l'auto nella parte bassa del paese e salite a piedi: il borgo va scoperto lentamente, alzando spesso lo sguardo verso balconi, portali in pietra e scorci sulla valle.
Da Trebisacce si raggiunge Oriolo risalendo l'entroterra: la strada è panoramica e attraversa paesaggi agricoli che cambiano a ogni curva. Se avete tempo, potete abbinare la visita a Canna e Nocara, due piccoli centri dell'entroterra (rispettivamente a circa 25 e 26 km dalla casa), oppure a Montegiordano, più vicino al mare.
Oriolo e gli altri borghi della zona
Oriolo è il punto di partenza ideale per capire l'anima dei borghi dell'Alto Ionio, ognuno con la sua storia e il suo carattere. Per continuare il viaggio leggete la nostra guida ai borghi dell'Alto Ionio, oppure consultate la scheda pratica sul borgo medievale di Oriolo. Se invece amate le fortezze, non perdete il Castello Federiciano di Roseto Capo Spulico, che a differenza di quello di Oriolo si specchia direttamente nel mare.
Dai borghi dell'entroterra al mare di Trebisacce
Un pomeriggio tra i vicoli di Oriolo e la sera di nuovo sulla terrazza vista mare di SoleLuna Vistamare.