La piana di Sibari vista dalla collina di Terranova da Sibari: distese ordinate di agrumeti e frutteti, il letto di un fiume e il mare all'orizzonte, con fiori gialli in primo piano
La piana di Sibari vista da Terranova da Sibari — foto: Rigiracciolo at Italian Wikipedia · Public domain · Wikimedia Commons

La Sibaritide è la grande pianura che si apre a sud di Trebisacce, attraversata dal Crati e dal Coscile e chiusa alle spalle dalle montagne del Pollino. È una terra dalla storia antichissima, che deve il nome alla città greca di Sybaris, ma è anche uno dei distretti agricoli più importanti della Calabria. Il clima mite, i suoli fertili e la vicinanza del mare favoriscono colture che altrove faticherebbero: agrumi, ulivi, riso e perfino la liquirizia, che qui cresce spontanea da secoli.

Alcuni di questi prodotti hanno ottenuto i marchi europei di qualità, DOP e IGP, che legano il nome di un alimento al suo territorio d'origine e a un disciplinare di produzione. Ecco i principali, con qualche consiglio per scoprirli durante il vostro soggiorno a SoleLuna Vistamare.

Il Limone di Rocca Imperiale IGP

A circa 27 chilometri da Trebisacce, Rocca Imperiale è il borgo che segna l'ingresso in Calabria dal versante ionico, dominato dal suo castello svevo. Sulle colline fra il paese e il mare si coltiva il Limone di Rocca Imperiale, iscritto nel registro europeo delle Indicazioni Geografiche Protette nel 2012. La zona di produzione coincide con il territorio comunale di Rocca Imperiale, e i frutti devono provenire da varietà del gruppo Femminello.

Il disciplinare descrive un limone dalla buccia ricca di olio essenziale, molto profumata, e dalla polpa succosa e pressoché priva di semi. È ottimo in cucina, per i dolci e per i liquori fatti in casa, ma vale la pena anche solo annusarne la scorza appena raccolta. Il paese dedica al suo agrume iniziative e feste nel corso dell'anno: per date e programmi consultate i canali ufficiali del Comune di Rocca Imperiale. Se volete abbinare il gusto alla visita, il nostro articolo sui borghi dell'Alto Ionio vi racconta il paese e i suoi dintorni.

Le Clementine di Calabria IGP

La piana di Sibari è la principale area di produzione delle Clementine di Calabria IGP, il marchio tutelato da un consorzio nato nel 2002. Gli agrumeti si estendono a perdita d'occhio fra i campi e le colline, e in inverno i frutti arancioni spiccano fra le foglie lucide come piccole lanterne.

La raccolta va indicativamente da ottobre a febbraio, a seconda delle varietà, e i frutti sono apprezzati perché quasi del tutto privi di semi, dolci e facili da sbucciare. Si mangiano al naturale, ma diventano anche sorbetti, succhi e marmellate. Se soggiornate in autunno o in inverno, una cassetta di clementine appena colte è il souvenir più profumato che possiate portare a casa.

La Liquirizia di Calabria DOP

La liquirizia è forse il prodotto più sorprendente della Calabria ionica. La pianta cresce spontanea nei terreni argillosi vicino al mare, e la sua radice viene lavorata da secoli per ricavarne il succo, poi trasformato in caramelle, bastoncini e polvere. Nel 2011 la Liquirizia di Calabria è stata registrata come Denominazione di Origine Protetta, sia come radice fresca o essiccata sia come estratto.

La tradizione è particolarmente legata a Rossano, oggi parte del comune di Corigliano-Rossano, a circa 30 chilometri da Trebisacce, dove un museo racconta la storia della lavorazione. La liquirizia calabrese ha un gusto intenso, leggermente amarognolo, ed è ottima anche in cucina: un pizzico di polvere su un dolce al cucchiaio o in un liquore fatto in casa basta a cambiarne il carattere.

L'olio della Sibaritide e il riso di Sibari

Gli ulivi sono il filo verde che unisce la costa ai borghi collinari. In provincia di Cosenza si produce l'olio extravergine Bruzio DOP, articolato in quattro sottozone, una delle quali porta proprio il nome "Sibaritide" e si lega alla varietà Grossa di Cassano. A livello regionale esiste poi l'Olio di Calabria IGP. Un filo d'olio nuovo su una fetta di pane abbrustolito, in autunno, è uno dei piaceri più semplici del territorio.

Meno conosciuto ma molto apprezzato è il riso coltivato nella piana di Sibari, usato tradizionalmente per minestre, timballi, arancine e dolci. Insieme agli agrumi racconta bene la varietà di una pianura che, a pochi chilometri dal mare, produce ingredienti così diversi.

Altri sapori da cercare nei dintorni

La provincia di Cosenza vanta altri prodotti tutelati che incontrerete facilmente: i Fichi di Cosenza DOP, essiccati e spesso farciti o ricoperti di cioccolato, i Salumi di Calabria DOP (soppressata, capocollo, salsiccia e pancetta) e i vini della denominazione Terre di Cosenza, che comprende anche una sottozona Pollino. Per scoprire come questi ingredienti finiscono nei piatti di tutti i giorni, leggete la nostra guida su cosa mangiare nell'Alto Ionio cosentino.

Un consiglio pratico: acquistate direttamente dai produttori, nelle aziende agricole e nei mercati dei paesi, chiedendo sempre del marchio e della provenienza. E se volete organizzare una giornata fra agrumeti e archeologia, il Parco Archeologico di Sibari si trova proprio nel cuore della piana.

In breve: la Sibaritide è terra di agrumi e di radici. Cercate il Limone di Rocca Imperiale IGP, le Clementine di Calabria IGP (da ottobre a febbraio), la Liquirizia di Calabria DOP, l'olio Bruzio DOP della sottozona Sibaritide e il riso della piana di Sibari: sono i ricordi più autentici da portare a casa.

Dalla piana degli agrumi alla terrazza sul mare

Dopo una giornata fra agrumeti e borghi, tornate a SoleLuna Vistamare: una cucina completa e una terrazza vista mare per assaggiare con calma ciò che avete scoperto.